Il parco eolico al Brennero

Brennero: no degli ecologisti all’energia alternativa

Il partito del Nimby non fa passi indietro. Anche quando sembra incredibile – dal Tirolo austriaco e dall’Alto Adige, ma con delegazioni anche dalla Germania e da altre regioni italiane, gli ambientalisti protestano per impedire la costruzione di un impianto eolico.

Sostengono, di essere in teoria favorevoli alle energie alternative, ma non quando si tratta di progetti concreti. Quando si va al sodo, c’è sempre qualcosa che non va bene. Nonostante l’area di cui si tratta è lontana da zone abitate e si trova in un luogo non particolarmente attraente per il turismo, le pale “qui non vanno messe”.

Anche se, come sostengono AE Spa (società consortile di proprietà dei comuni di Bolzano e Merano) e la Leitner di Vipiteno (produttore, tra l’altro, di pale eoliche con la controllata Leitwind), quello del Brennero è uno dei pochi luoghi della regione alpina dove il vento è costante e forte, in modo da rendere veramente interessante l’installazione di un impianto di produzione elettrica.

Il comune di Brennero, di cui fa parte anche la Val di Fleres (dove l’impianto andrebbe posato, al confine con l’Austria), con il sindaco si è espresso tendenzialmente favorevole alla centrale elettrica. Ciò si comprende, perché aiuterebbe il comune, in difficoltà per la decrescita del numero di abitanti da quando il confine di Stato è di fatto abrogato con il Trattato Schengen, a fare nuovi investimenti grazie agli introiti della produzione energetica.

L’assessore provinciale all’ambiente ed energia, Michael Laimer, si è detto favorevole al sito del Brennero per l’impianto eolico, mentre propone di mettere in discussione la permanenza degli impianti in Valle di Tures e in Val Venosta, posti vicino a zone abitate, in territori turisticamente importanti (con alta rilevanza della tutela del paesaggio).

Ciò che gli ambientalisti non dicono, è che non mettendo in funzione impianti che producono energia da fonti alternative, bisognerà bruciare più carburante o aumentare la produzione di energia nucleare.

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